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problemi di pressione?
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alcuni termini da spiegare
- la pressione è la resistenza che le arterie oppongono al flusso del sangue , un pò come si verifica nei tubi dove scorre l'acqua.
- la pressione sistoloca, detta "massima", è quella che si misura nel momento in cui il cuore si contrae (sistole), spingendo il sangue in tutti i vasi arteriosi del corpo;
- la pressione diastolica, detta anche "minima", è quella che si misura nel momento in cui il cuore non si contrae ma si riempie di sangue (diastole).
Esiste una pressione ideale?
Sicuramente non esiste nel senso "oggettivo", cioè come un valore pressorio valido per tutti. La pressione ideale si riferisce ad un "singolo individuo" ma, anche in questo caso, essa cambierà nelle diverse fasi della sua vita.
Per alcune persone avere un certo valore di pressione può significare "sentirsi bene" per altre, invece, è il contrario.
Ci sono ad esempio individui che vivono perfettamente con una pressione minima di 60 mm.hg. mentre altri con lo stesso valore rischiano il collasso, perché abituati ad una minima sui 90 mm.hg. In altri termini, ogni organismo ha bisogno di "un suo" valore di pressione, sia in termini di pressione minima (diastolica) che di massima (sistolica).
Quando si parla di "normalità" ci si riferisce sempre a valori statistici che sono importanti ma non vanno presi in maniera troppo rigida!
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la pressione cambia con l'età, il sesso.....
I valori pressori subiscono un incremento sia nell'infanzia che nell'età adulta. Alla nascita la pressione massima è di circa 70 mm.hg e la minima 50 mmHg però nei giorni immediatamente successivi essa aumenta rapidamente e questo aumento prosegue nell'età adulta. Il sesso femminile presenta un incremento lievemente superiore rispetto al sesso maschile cosicché la loro sistolica, inizialmente più bassa rispetto all'altro sesso, supera quella degli uomini intorno ai 50 anni. In entrambi i sessi la pressione diastolica tende a ridursi dopo i 60 anni.
ma anche con la geografia....
L'incremento della pressione arteriosa in funzione dell'età è tipica dei paesi occidentali. In altre zone del mondo, dove sono assenti i modelli di comportamento propri delle civiltà più avanzate, ciò non si verifica. Questo non è dovuto a differenze "genetiche", perché si è visto che l'emigrazione in paesi occidentali fa acquisire un andamento pressorio simile a quello delle popolazioni ospitanti. Le cause del fenomeno non sono perfettamente conosciute ma senza dubbio su di esso incidono le modificazioni della dieta (maggiore assunzione di grassi e di proteine animali, di sodio, l'aumento del peso corporeo), e dello stile di vita (maggiore stress).
Per concludere: la pressione ideale di un individuo è quella che, senza distaccarsi troppo dai valori statistici, lo fa "sentire bene", permettendogli di svolgere al meglio le attività della sua vita.
In medicina si parla di ipertensione primaria (o essenziale) e secondaria.
Nel 5 dei casi, l'ipertensione è conseguente a malattie specifiche: renali, endocrine, neurologiche ecc. e può essere definita come "secondaria"
Invece nel restante 95% dei casi essa non è attribuibile patologie note: questa è l'ipertensione comune, detta "essenziale" o "primaria".
Dell'ipertensione essenziale, pur non conoscendone le cause, possiamo identificare i fattori in grado di modificare stabilmente i valori pressori:
1) fattori genetici: se un genitore è iperteso, la probabilità che un figlio lo diventi è maggiore e questa possibilità aumenta ulteriormente, se entrambi i genitori sono ipertesi: 2) stile di vita sedentario; 3) fattori correlati allo stress;
5) fattori correlabili al regime alimentare;
5) peso corporeo: tra peso ed ipertensione arteriosa vi è una correlazione significativa: i normotesi obesi hanno maggiori probabilità di diventare ipertesi e gli ipertesi magri di diventare obesi
6) consumo di alcool: molti studi hanno dimostrato che l'abuso alcolico è associato ad un aumento della pressione, in entrambi i sessi ed in tutti i gruppi razziali studiati.
7) diabete: l'incidenza di ipertensione è maggiore nei pazienti diabetici.
8) fumo e caffé: il fumo e la caffeina fanno sicuramente innalzare la pressione ma si tratta di un aumento temporaneo. Nessuno studio ha potuto finora dimostrare che queste sostanze, da sole, siano in grado di innalzare la pressione in maniera stabile. Sicuramente il fumo ed il caffè, se uniti agli altri fattori elencati, possono contribuire all'aumento stabile dei valori pressori.
le conseguenze
Se la pressione rimane costantemente alta e non viene curata, essa può provocare nel tempo danni fisici molto importanti. Al riguardo, si distinguono tre stadi di gravità progressiva, a seconda delle strutture che vengono danneggiate.
i sintomi
Molte persone vivono da anni con la pressione stabilmente alta senza accorgersene, se non ad un controllo occasionale. Invece i disturbi appaiono quando la pressione sale in maniera improvvisa o se si abbassa; i sintomi sono gli stessi:
- sensazione di calore, di freddo o di "formicolii" alla testa;
- orecchie come "ovattate" o rumori (acufeni);
- cefalea;
- nausea;
- vertigini;
- dolori al petto;
- sudorazione fredda o calda.
Se la pressione sale bruscamente si possono verificare sanguinamenti del naso o della congiuntiva dell'occhio.
cosa faccio se la scopro un pò alta?
innanzitutto non agitatevi, perché può essere un fatto occasionale. La pressione varia molto nel corso della giornata se, una volta risulta un pò più alta del normale, state tranquilli e controllatela per i 3-4 giorni successivi, possibilmente alla stessa ora. Se troverete dei valori normali, non dovete fare nulla, se invece sono alti, andate dal medico che vi darà il farmaco più idoneo a riportala subito nella norma. Successivamente lo specialista effettuerà tutte le ricerche per stabilire se c'è veramente l'ipertensione, se questa è "essenziale" o "secondaria" e lo stadio della malattia.
l'ipertensione da "camice bianco"
circa il 30% delle persone entrano in ansia nel momento di misurarsi la pressione, per paura di trovarla alta! In questi casi si osserva puntualmente un rialzo pressorio che non è una vera ipertensione. Bisogna misurarla più volte, possibilmente sdraiati sul lettino e facendo distendere il paziente.
l'ipertensione da "stress".
E' frequente in quelle persone che svolgono attività professionali piene di impegni e di responsabilità: al risveglio presentano una pressione minima un pò elevata (circa 90) che si mantiene così durante il giorno, per poi normalizzarsi la sera e nei periodi di riposo (week end, vacanze ecc.).
Si tratta di un semplice meccanismo di adattamento allo stress. Prima di iniziare una giornata "importante", l'organismo si prepara all'evento producendo catecolamine e cortisolo, sostanze che aumentano la pressione ma che permettono di affrontare al meglio gli sforzi a cui andrà incontro. Cessata la giornata c'è il normale rilassamento e la pressione ridiventa normale. Questa non è una vera ipertensione però negli anni c'é il rischio che possa diventarlo così che, anche nei periodi di "relax", essa si manterrà alta.
le terapie
Oggi abbiamo a disposizione molte categorie di farmaci, che ci consentono di mantenere livelli di pressione normali. Lo specialista dovrà valutare, secondo il criterio di "costo-beneficio", quel farmaco o quella associazione di farmaci, in grado di normalizzare la pressione, con il minore dosaggio e con i minori effetti collaterali.
l'agopuntura
ha ottimi effetti, sulle ipertensioni di I° e II° grado, purché non si tratti di forme ormai datate troppi molti anni.
A volte l'associazione: agopuntura e auricolo-terapia risulta un'arma "in più" nei casi più resistenti al trattamento.
L'auricolo-terapia consiste nella stimolazione di alcuni punti dell'orecchio, con piccoli aghi che a volte lasciamo fissi sull'orecchio per alcuni giorni, senza alcun fastidio.
La maggiore indicazione dell'agopuntura riguarda le ipertensioni in fase iniziale e le ipertensioni "instabili". Queste ultime sono tra le più difficili da curarsi con i farmaci perché, non essendo costantemente alte, il farmaco ipotensivo rischia di abbassare troppo la pressione in certi momenti, con grossi effetti collaterali.
Il trattamento con l'agopuntura diviene molto utile perché privo di effetti collaterali inoltre, se curiamo le ipertensioni in questa fase, possiamo evitare che con il tempo esse diventino stabilmente alte.
L'agopuntura agisce sui molti fattori che possono condurre all'ipertensione, come:
- lo stress, che favorisce l'assorbimento di sodio e la produzione di cortisolo, con aumento della pressione;
- le distonie nervose, con stati d'ansia, agitazione ed insonnia;
- eventuali problemi della tiroide (iper ed ipo tiroidismo);
- i disturbi della menopausa, che spesso si associano ad aumento della pressione.
A seconda dei casi, l'agopuntura può essere utilizzata anche per migliorare la funzione del rene, delle ghiandole surrenali e la ritenzione idrica: elementi importanti che vanno ad incidere sui valori della pressione.
Occorre, in definitiva, un esame molto accurato del singolo paziente, che ci permetterà di decidere su quali elementi dovremo intervenire ogni volta.
Infine è bene sottolineare un'altro vantaggio non trascurabile:
anche nelle ipertensioni dove si deve necessariamente utilizzare il farmaco, associando l'agopuntura possiamo ottenere un potenziamento degli effetti ipotensivi del farmaco, riducendone di conseguenza il dosaggio!
I vasi sanguigni di una persona ipotesa sono di solito molto rilassati e l'ossigeno raggiunge con difficoltà tutti i tessuti del corpo.
i sintomi
sono simili a quello del rialzo di pressione ma in più abbiamo:
- scarsa resistenza alla fatica fisica;
- difficoltà "a partire" la mattire;
- polso accelerato;
- vampate di calore
- maggiore sensibilità agli sbalzi di temperatura;
- stanchezza dopo i rapporti sessuali e scarso desiderio.
- a volte svenimento, se la pressione scende troppo o troppo bruscamente.
costituzionale o da "esaurimento".
Per molte persone la pressione bassa è uno stato "naturale" perché in esse predomina il sistema "parasimpatico" che fa dilatare le arterie; sono individui detti: "vagali". E' esattamente l'opposto dei soggetti nei quali predomina il "simpatico" che determina invece una "costrizione" dei vasi, con aumento della pressione.
Se la pressione è stabilmente bassa, ci si abitua a questo stato e quindi non ne risentiamo in maniera particolare.
Altre volte l'ipotensione si manifesta in un certo momento della vita e senza alcuna malattia che possa giustificarla. Questo è un evento tipico dei nostri giorni: la vita frenetica, il modo di alimentarsi, i ritmi sonno-veglia alterati ed altro.... conducono ad un esaurimento delle riserve dell'organismo; è quello che si chiama comunemente: stress!
una dura estate....
Le persone ipotese soffrono molto durante l'estate perché con il calore la pressione tende naturalmente ad abbassarsi.
Fa molto bene praticare regolarmente dei pediluvi, immergendo i piedi in acqua bollente e in acqua fredda, alternativamente. Il beneficio non è solo per le vene ma anche per le arterie; in questa maniera esse si "educano" alla contrazione e alla dilatazione, grazie alla stimolazione del sistema ortosimpatico (con il freddo) del parasimpatico (con il calore).
l'agopuntura
è molto efficace per curare la pressione bassa perché "curativa" nel vero senso del termine.
I farmaci non hanno invece effetti curativi ma servono per farla risalire nei momenti in cui essa scende a livelli "critici".
I benefici si ottengono dopo 4-6 sedute ed in genere serve ripetere la terapia una volta l'anno, specie all'inizio della stagione calda. Secondo la nostra casistica, dopo due o tre cicli, cioè dopo due o tre anni, la pressione si assesta su livelli stabili e non c'è più bisogno di fare ulteriori trattamenti.
Anche se in alcuni individui la pressione rimane un pò più bassa della norma, essi ci ci abituano, si sentono bene ed affrontano senza problemi gli sforzi.
E' utile, anzi preziosa, l'associazione con oligoelementi, sostanze in grado di riattivare le funzioni cellulari profonde:
La dieta dovrebbe contenere quantità sufficienti di tutti gli elementi nutritivi, soprattutto proteine complete, le vitamine B, C ed E.
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