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arteriosclerosi: carotidi, cuore, arterie delle gambe, arterie dell'organo genitale maschile)
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ulcera gastrica
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ridotto senso del gusto
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tumori dell'apparato respiratorio e della bocca
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enfisema polmonare
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tumori all'esofago e al pancreas
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scarso appporto di ossigeno nei tessuti
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tumori al rene e alla vescica
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irritazione dei bronchi e tosse
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disturbi gengivali e dentali
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Tutto questo è noto, ma si continua a fumare....
Spesso mancano le motivazioni a smettere: "mi sento bene e quindi perchè smettere?".
Tuttavia i danni causati dal fumo sono "nascosti" e tali rimangono per svariati anni. Quando iniziano a manifestarsi è spesso già tardi.
A nostro avviso sono espedienti inutili il ricordare di continuo gli effetti del tabacco o l'avvisare che il tabacco "uccide". A riprova di ciò è il fatto che, i più informati sugli effetti negativi del fumo e spesso anche forti fumatori, sono proprio i medici!
Ciò che serve, ciò che fa "scattare la molla" per smettere, è la "presa di coscienza", ben diversa dalla "conoscenza" su quelli che sono gli effetti del tabacco.
A volte la molla scatta anche per paura: dopo un consulto medico o in seguito a una malattia importante. Ma nessuna motivazione è valida quanto una presa di coscienza e in ottime condizioni di salute.
Quindi questo nostro articolo si rivolge soprattutto a coloro che hanno già acquisito o stanno acquisendo la "coscienza di smettere".
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Domanda in apparenza banale e risposta altrettanto banale: quanto prima possibile.!
Ma riprendendo il concetto appena esposto, la risposta diventa: "quando scatta la motivazione personale".
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Ci sono infatti molte persone che si rivolgono a noi dicendo "voglio smettere di fumare perché mia moglie (o marito) mi assilla, vuole che smetta..." oppure: "in ufficio è diventato impossibile fumare" oppure: "hanno smesso tutti in famiglia e quindi devo smettere anch'io..." o ancora "il mio dottore continua a raccomandarmelo", e così via. Sono queste, tutte persone che difficilmente riusciranno a smettere perché non è scattata in loro la motivazione interna!
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I metodi sono molti ma diciamo che esistono due categorie di persone:
- quelle che riescono con la sola volontà e quelle che necessitano di aiuto. Molti fumatori accaniti hanno smesso di colpo di fumare e in maniera definitiva, altri hanno ripreso dopo molti mesi o anni. Questa categoria di persone non ha bisogno di nessun supporto esterno;
- Chi ha invece bisogno di aiuto è chi non riesce assolutamente a smettere e chi con la volontà "resiste" per alcuni giorni ma si sente male perchè accusa la mancanza della nicotina come vera e propria "sindrome da astinenza".
I metodi che aiutano a smettere sono diversi: cerotti e compresse alla nicotina, ipnosi, terapie di gruppo.
Tutti supporti che hanno come obiettivo quello di agevolare l'abbandono del fumo in maniera non traumatica.
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astinenza dal fumo
nei forti fumatori :
desiderio di fumare , mal di testa
irritabilità, irrequietezza, ansia,
dolori muscolari , difficoltà di concentrazione frustrazione o rabbia
ipotensione, ridotta frequenza cardiaca
aumento dell'appetito e/o del peso
nel giro di tre-quattro giorni i sintomi fisiologici dell'astinenza raggiungono il loro massimo
per più tempo persistono:
comportamenti e abitudini correlate al fumo come la ricerca di una sigaretta dopo i pasti o al telefono, aumento di peso per maggiore sensibilità del gusto e cambiamenti nel metabolismo basale; tosse e aumento del catarro per rilascio bronchiale di nicotina e catrame.
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cosa può fare l'agopuntura?
L'agopuntura ha in pratica due effetti
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1) altera il gusto della sigaretta: per alcuni soggetti esso può diventare dolciastro o amaro.
2) fa diminuire il bisogno dell'assunzione di nicotina: il fumatore si dimentica più volte di accendere la sigaretta, specie in occasioni che in genere la richiamerebbero come lavoro al computer, davanti alla televisione, al telefono.
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Questi due effetti non sono sempre presenti simultaneamente. Può accadere che una persona riferisca solo un'alterazione del gusto o solo un minor bisogno di fumare. Nel primo caso le possibilità che riesca a smettere sono minori: è vero che cambia il gusto della sigaretta ma, alla lunga, il bisogno di fumare prenderà il sopravvento. Viceversa molte persone che non avvertono il cambiamento del gusto ma riferiscono una voglia minore di fumare riescono a smettere facilmente. E' evidente che se i due effetti si manifestano simultaneamente ci troviamo nelle condizioni ideali per smettere.
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Sistematicamente effettuiamo tre-quattro sedute, con frequenza di una la settimana. Ci sono quindi quattro settimane di tempo per smettere di fumare e sono più che sufficienti. Se non si riesce in questo periodo, è poco probabile che proseguendo si possa ottenere qualche risultato.
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Ogni volta che viene la voglia, si deve scegliere di non fumare, ma senza sentire disagio!. Se si riesce una volta su due vuol dire riduzione del 50%. E così via fino alla sospensione completa. Chi ci riesce sistematicamente smetterà di fumare già dalla prima seduta. Ogni individuo ha il suo modo di rispondere e non lo si può prevedere in anticipo. Ciò che conta è fare questo piccolo sforzo di volontà. Il 30% della riuscita dipende dalla persona, il 70% dal trattamento. Se manca questo 30% vuol dire che non c'è la motivazione a smettere e quindi il risultato non ci sarà.
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Da quanto abbiamo detto, se la persona è ricettiva al trattamento si allontanerà dal fumo senza "traumi" e "sofferenze".
Il suo sarà un "allontanamento indolore" e quindi tutti i sintomi da assenza di nicotina non si manifesteranno.
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l 65% dei fumatori "medi" (10-15 sigarette al giorno) rispondono al trattamento, i forti fumatori arrivano a percentuali del 70-75%
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I forti fumatori, anche se sono più ricettivi, hanno più possibilità di riprendere a fumare entro sei mesi. Tuttavia è bene precisare che una volta superati i sei mesi se si ritorna a fumare non dipende dal fatto che il trattamento ha finito il suo effetto: la ripresa è per scelta personale.
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Ridurre e mantenere 4-5 sigarette al giorno è più difficile che smettere completamente di fumare. Sono pochi quelli che riescono a mantenere per anni una riduzione stabile.
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