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AGO: CON O SENZA FARMACI?
L'esperienza clinica ci ha mostrato che nel corso di un trattamento agopunturistico, il paziente diviene più recettivo all'effetto di determinate sostanze farmacologiche in maniera tale che, se esse vengono somministrate a dosaggi molto bassi (spesso inferiori al minimo consigliato), si ottengono delle risposte analoghe a quelle di una somministrazione a dosaggi pieni. E' quello che noi chiamiamo: il "trattamento segnale".
Possiamo fare alcuni esempi
Patologie Osteo-Articolari.
L'associazione con gli anti infiammatori non cortisonici (FANS) è senz'altro l'esempio più eclatante. Questa vasta categoria di farmaci, agisce inibendo alcune sostanze ad effetto infiammatorio, chiamate prostaglandine.. L'effetto dell'agopuntura in queste patologie determina probabilmente una inibizione delle stesse prostaglandine e quindi, due trattamenti assolutamente diversi, agiscono in sincronismo sullo stesso bersaglio. Questo sinergismo ci consente di poter utilizzare i FANS con un dosaggio a volte di tipo "pediatrico", senza gli effetti negativi sullo stomaco!
Stati ansiosi.
Negli stati di ansia, l'effetto dell'Agopuntura è ampiamente conosciuto e verificato. Ci sono a volte delle condizioni più severe, dove è necessario associare farmaci ansiolitici. Anche in questi casi si utilizza proficuamente il "trattamento segnale" che ci consente di sfruttare il sinergismo "agopuntura-farmaco", sedando il sistema nervoso con un dosaggio di ansiolitici veramente basso.
Disturbi del sonno.
L'analisi energetica ci consente di studiare e quindi di intervenire sul ciclo del sonno e sui suoi squilibri. A seconda del tipo di insonnia, si agirà in maniera specifica, favorendo il buon funzionamento delle sostanze responsabili dello squilibrio. La stessa analisi energetica ci consente di prescrivere un trattamento segnale con i farmaci più indicati, che saranno sospesi non appena il ciclo del sonno si sarà regolarizzato e ciò senza il rischio di un ritorno dell'insonnia una volta eliminato il farmaco.
Il problema dell'uso eccessivo di farmaci.
Ci troviamo spesso di fronte a persone che già fanno uso da molto tempo di farmaci, come ad esempio: ansiolitici, sonniferi, FANS ecc. In questi casi non si deve in alcun modo ridurne la posologia o, quanto meno, interromperne l'uso, pena un aggravamento dello stato generale per ovvi meccanismi di "rimbalzo". Occorre mantenere, in un primo tempo, il trattamento farmacologico ai dosaggi usuali. Appena la persona avvertirà un miglioramento del suo stato si inizierà con prudenza a ridurre la posologia fino alla sospensione che dovrà essere, ripetiamo, molto graduale e "dolce".
Considerazioni
Questi sono degli esempi fra tanti che dimostrano, non solo la compatibilità ma anche la "necessità" dell'associazione: agopuntura-farmaci. Potremmo fare molti altri esempi ma in definitiva, l'associazione con i farmaci offre due vantaggi immediati e non trascurabili:
1) La riduzione degli effetti tossici dei farmaci;
2) La riduzione della spesa farmacologica "pro capite".
Vogliamo ribadire, per concludere, che l'agopuntura è un atto medico a tutti gli effetti. Essa implica, simultaneamente: una diagnosi medica tradizionale ed una diagnosi energetica, due passi essenziali prima di giungere alla terapia. La terapia utilizza, a sua volta, degli elettrodi trancutanei chiamati comunemente: "aghi" ma non solo . La somministrazione dei farmaci e la loro prescrizione si basano infatti, sulla diagnosi medica classica, integrata con quella più prettamente "agopunturistica".
Possiamo esprimere lo stesso concetto alla maniera degli antichi maestri cinesi:
"Il medico che utilizza soltanto gli aghi è un medico per metà, il medico che utilizza soltanto le droghe è un medico per metà...Il medico completo è quello che utilizza sia gli aghi che le droghe...".
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