Le origini dell'agopuntura si perdono nella notte dei tempi. Numerose sono le leggende fiorite sulla nascita di questa metodica terapeutica ma, in quanto tali, esse non ci consentono di stabilirne ne la datazione ne, quanto meno, l’origine. Basti pensare che i testi scritti più antichi (2500 anni A.C.) fanno continuo riferimento agli “antichi testi” dei quali, ovviamente, non esiste traccia alcuna.
Tremila anni prima dell'era volgare, regnavano in Cina tre imperatori: il primo di loro, Fou Hi, avrebbe insegnato al suo popolo l'uso degli strumenti per la caccia e la pesca e, innalzando gli occhi al cielo, avrebbe rivelato la "disposizione celeste primordiale" dei trigrammi (il Pa Kua).
Gli succedette Wen Wang, il divino agricoltore, cui è attribuita l'invenzione dell'aratro: il popolo cinese da nomade diventa contadino. Il grande merito di questo imperatore sarebbe quello di essere il vero fondatore della medicina cinese, essendogli attribuita una profonda conoscenza delle virtù terapeutiche delle erbe, che egli provava su se stesso.
L'ultimo, ma certamente non il minore, è Hunan Ti, l'Imperatore Giallo. Sulla sua autenticità storica si era dubitato per molto tempo, poiché gli erano attribuite invenzioni databili molti secoli più tardi. Attualmente, in seguito al ritrovamento della sua tomba a Xian, si è certi della sua reale esistenza.
l'esercito di terracotta dalla tomba di Huan Ti
Se per anni la tradizione popolare gli aveva attribuito scoperte avvenute in epoca successiva ciò va interpretato come segno che in questo imperatore si era voluta identificare l'anima e la cultura del popolo cinese. Ed è significativo il fatto che il testo più antico e importante dell'agopuntura (Nei Ching So Wen) sia trattato sotto forma di dialogo tra l'Imperatore Giallo ed il suo medico e ministro Qui Bo:
"Io che sono il capo di un grande popolo,responsabile di una moltitudine di famiglie, e che per tanto dovrei riscuotere le imposte, constato con dolore che non ne ricevo affatto, perché l mio popolo è malato. Voglio che si finisca di somministrare pozioni che rendono i miei sudditi ancora più malati. Esigo che si abbandoni l'uso delle punte di pietra per impiegare d'ora in poi solo aghi di metallo".
E' interessante notare come già cinquemila anni fa si parli di effetto "tossico" delle medicine. E' lo stesso Nei Ying a ricordarci, inoltre, e le ricerche archeologiche lo hanno rivelato, che l'agopuntura primitiva era praticata con schegge di pietra.
Sebbene non siano ancora stati ritrovati aghi di bronzo nei reperti risalenti alle dinastie Chang (XVIII secolo a.C.) e Chou (XI secolo d.C.), si ritiene che dopo l'uso di aghi di pietra, bambù e persino terracotta, gli aghi fossero stati fatti anche con questi metalli.
Con la dinastia Han (a ridosso dell'era volgare) la medicina cinese fece dei grossi balzi in avanti, ad opera specialmente di Chang Chung Ching (II secolo d.C.) che descrisse il trattato delle febbri, di Shun Tu Yi che classificò le malattie, e di Shi Yi che scrisse le biografie di due grandi medici del passato, Pien Chueh e Ren Kung.
Ma fra tutti giganteggia la figura di Hua T'o, conosciuto anche sotto il nome di Yuan Hua, nacque intorno al 150 d.C. nella provincia Anhoei. E' l'autore di numerosi testi di medicina e di agopuntura, gran parte dei quali sono andati perduti, perché bruciati dalla moglie dopo la sua condanna a morte. La sua opera incise così profondamente sul pensiero medico cinese che ancora nel XVIII secolo Sun Sing-yen riportava nozioni di medicina attribuite al pensiero e all'opera di Hua T'o.
Ad un periodo di gravi sconvolgimenti sociali (indicato come "l'epoca delle sei dinastie"), durante il quale Fan Yeh (398-445) con la sua "storia della tarda dinastia Han" ricordava lo splendore dell' epoca precedente, fece riscontro una notevole diffusione della semplice e non costosa pratica dell'agopuntura ed il "classico" di Huang Fu Mi rappresentò il testo base fino all'XI secolo.
Con la dinastia Sui (VI secolo d. C.) si gettano le basi per la riunificazione politica e sociale della Cina ed anche nel campo della medicina si ravvisa la necessità di istituzionalizzare gli studi con la fondazione del "Collegio Medico Imperiale", nel quale una sezione speciale è destinata all'agopuntura e nella quale i testi base sono rappresentati dal "canone della medicina" e dal "classico di agopuntura e di moxibustione".
Ormai l'agopuntura è diventata adulta, è entrata a buon diritto nell'insegnamento accademico e riconosce esatte norme e precisi punti. Durante la successiva dinastia Tang (VII-X secolo d. C.) la figura più rappresentativa è quella di Sun Sau Miao, autore di "mille rimedi d'oro", nel quale erano riportate 3 tavole colorate del corpo umano non pervenute sino a noi. L'imperatore Tai Tsiung lo insignì del titolo di Chen Jen, cioè di sapiente, e dopo la sua morte il popolo lo considerò Yao Wang, ossia re della medicina.
Con la dinastia Sung (X-XIII secolo d.C.) la materia è ormai codificata a tal punto che nel 1027 si arriva alla fusione in bronzo di due figure umane con l'esatta indicazione dei punti di agopuntura. Contemporaneamente Wang Wei-hi scrive il "manuale illustrato dei punti di agopuntura e moxibustione" sulla nuova figura di bronzo. Queste statue, che vennero trasferite a Tatu (l'attuale Pechino) circa due secoli dopo (sotto la dinastia Yuan), e poste nel tempio dei re imperatori, furono usate come guida per modelli analoghi che servano per gli studenti. Questi, come riferisce Shaou Mi (1232-1298), dovevano individuare i punti che erano stati coperti con cera d'api.
I discendenti di Gengis Khan non riuscirono mai ad amalgamarsi con il popolo cinese, nè forse a comprendere che alla base della cultura cinese c'era un substrato etico-religioso rappresentato dal taoismo, e da quello che può essere considerato una sua derivazione, il confucianesimo. Ebbero comunque il merito di preservare l'unità del paese e di incoraggiare gli scambi commerciali con i paesi dell'Occidente. E' in questo periodo che si collocano i viaggi di Marco Polo che, sebbene non sia stato fra i primi a raggiungere il lontano Katai, ebbe però il merito di averlo fatto conoscere nel "Milione".
Ormai il reciproco isolamento andava frantumandosi ed anche da parte cinese si cominciava a sentire il desiderio di guardare al di là della grande muraglia e dei mari.
Il navigatore Cheng-ho (1350-1664) compì numerosi viaggi non solo nei mari he circondano la Cina, ma fino a aggiungere i paesi arabi del vicino Oriente. Siamo ormai, con la dinastia Ming (1350-1664), in pieno Rinascimento. La riconquistata indipendenza politica risveglia nel popolo cinese l'orgoglio per le sue tradizioni.
Sotto la nuova dinastia Manciù dei Ching (1664-1912) l'agopuntura ha ormai raggiunto la perfezione. Kan-Hi (1689-1722) e Kien Long curano l'edizione di tre enormi enciclopedie: "la compilazione dei libri antichi e moderni", un'opera monumentale in 60 volumi, la "enciclopedia in quattro sezioni" e "lo specchio d'oro della medicina".
Ma dagli inizi del XIX secolo, quando i contatti con l'Occidente non sono più sporadici nè indolori (guerra dell'oppio, 1824-1842), si assiste a un progressivo allontanamento delle autorità ufficiali dalla medicina tradizionale, considerata primitiva e priva di fondamenti scientifici rispetto alla più moderna ed empirica medicina proveniente dall'Occidente.
Ciò condusse dapprima a trascurare l'agopuntura, sino poi a bandirla ufficialmente (1832) dai corsi di Collegio Medico Imperiale.
Comincia così a delinearsi un fenomeno apparentemente paradossale: quanto più la Cina conosce la medicina occidentale cercando di assimilarla e di sostituirla alla medicina tradizionale, tanto più l'Occidente si mostra interessato alla pratica medica cinese
Nel XVII secolo compaiono le prime relazioni dei gesuiti della missione francese a Pechino. E' del 1671 il primo trattato di agopuntura: padre Harvieu scrive "i segreti della medicina cinese", che consiste nella perfetta conoscenza del polso, opera inviata dalla Cina da un francese, "uomo di grande merito".
Ma la scienza ufficiale non nasconde il proprio scetticismo per questa pratica terapeutica dal sapore esotico, che entra più facilmente nei salotti dell'alta società che nelle sedi universitarie.
Coloro ai quali principalmente spetta il merito di aver fatto conoscere la medicina cinese in Occidente sono Dabry de Thiersant, che nel 1863 pubblica "medicina presso i cinesi" e Souillè de Morant, che oltre mezzo secolo dopo (1929) con Ferryrolless dà alla luce il "trattato di agopuntura cinese", per il quale fu proposto il premio Nobel.
Ed è apparentemente paradossale il fatto che entrambi non sono medici ma diplomatici. Vivendo per molti anni in Cina, pur mancando di una preparazione medica di base, hanno potuto comprendere l'ultimo significato della medicina tradizionale.
Il tentativo di modernizzazione della Cina, già in atto nel secolo scorso, si accentua con la proclamazione della Repubblica di Sun Yat Sen (1912). Ed è in questo periodo che si evidenzia un fenomeno particolare: gli organi accademici avversano la medicina tradizionale, che d'altra parte costituisce la struttura portante della salute pubblica in un paese immenso, povero e sovrappopolato.
Nel 1929 un decreto Kuomingtang bandisce l'agopuntura, ma i medici tradizionali continuano la loro opera che rappresenterà l'unica forma di medicina in grado di adempiere alle esigenze sanitarie della nuova "armata rossa cinese dei lavoratori e contadini".
Prima ancora che Mao Tsé Thung diventi presidente della Repubblica Popolare Cinese (1949), già nell'aprile 1945 si apre un ambulatorio di agopuntura presso l' Ospedale della Pace di Yenan.
Tutto il resto è storia di oggi. Il presidente Mao (che si dice abbia sperimentato di persona l' efficacia dell'agopuntura per un episodio paretico), sia perché fedele interprete della mentalità e delle tradizioni del popolo cinese, sia per l'oggettiva constatazione di non poter disporre di un adeguato numero di medici di formazione occidentale, scrisse che bisognava "camminare su due gambe", volendo significare che l'adozione della medicina tradizionale non precludeva la possibilità di formare nuovi medici secondo la cultura occidentale.
La possibile coesistenza ed integrazione di questi due indirizzi medici trova ogni giorno conferma clinica, e sempre più sofisticati mezzi di indagine, dimostrano l'esistenza e la validità di questa tecnica terapeutica in tutto il mondo.
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