QUANTI AGHI? 
Se è vero che il numero delle medicine prescritte deve essere limitato al minimo essenziale, è però assurdo stabilire a priori un numero massimo valido per ciascuna patologia.Tutto dipende dalla complessità del caso specifico, oltre che dalla esperienza e dalla capacità del medico. Lo stesso dicasi per l'agopuntura, dove una patologia può richiedere tre, dieci o trenta aghi.Certamente un medico di esperienza è anche più "sicuro" e quindi utilizzerà un minor numero di aghi rispetto ad una stessa situazione affrontata da un agopuntore più giovane. Ma ciò non vuol dire che quest'ultimo non possa svolgere un ottimo programma terapeutico, anche se con più aghi.Esiste comunque una logica per la utilizzazione dei punti. Senza entrare nei dettagli, diciamo che nella scelta della terapia si obbedisce a più sistemi e combinazioni secondo un sistema binario a base tre.Si stabilisce in tal modo un procedimento terapeutico organizzato dalla associazione di punti in triplette logiche.In base a ciò è possibile enunciare in maniera generale questa regola: 
-un ago: effetto nullo o scarso 
- due aghi: azione possibile ma limitata 
- tre aghi: azione logica e teoricamente completa. 
A partire da questa organizzazione dei punti in triplette logiche coordinate, si possono organizzare tutti i tipi di trattamenti (ma ciò non vuol dire necessariamente che il numero complessivo degli aghi sia sempre tre o multipli di tre). Si sente invece spesso affermare da alcuni esperti che un buon agopuntore non può applicare più di sette aghi (otto secondo alcuni), o ne deve applicare addirittura uno! Se un solo ago può risolvere una patologia, ci troviamo proprio nel campo degli eventi fortuiti.Come la classica storia di un antico cacciatore sofferente di sciatica che, colpito accidentalmente da una freccia su un punto della caviglia, si è liberato di colpo dal dolore che lo affliggeva....e da qui sarebbe nata l'agopuntura...!!! Lo stesso effetto clinico potrebbe provocarcelo la puntura di un tafano, c'è solo da sperarci.Ma divertitevi a chiedere a questi esperti: perché sette aghi e non sei, oppure perché otto e non nove? Io posso dirvi che questi numeri non vengono dal nulla. Le cifre "otto" e "sette" sono infatti cifre "sacre" nel sistema della numerologia cinese antica.La prima rappresenta la "perfezione del cielo", che si esprime attraverso gli "otto trigrammi"; la seconda è la cifra che rappresenta tutti i "movimenti di trasformazione" energetici.Questa notazione, pur interessante sotto l'aspetto storico-esoterico, mi sembra però francamente "poco clinica".Dalle altre risposte che potrete ottenere sarete senz'altro in grado di capire che di "esperti" non si tratta.Se vogliamo dare un'idea concreta, diciamo che un trattamento medio richiede dai 10 ai 15 aghi, con le dovute eccezioni.Ciò che conta, sottolineo, è soprattutto la scelta di un programma logico adeguato alla situazione del malato.Per quest'ultimo non è poi così importante sapere quanti aghi avrà sul proprio corpo dato che questi ultimi non si devono assolutamente sentire nel corso della seduta.