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C'E' RISCHIO DI INFEZIONI?
L'uso degli aghi, come per tutti gli strumenti "chirurgici", necessita di specifiche metodiche di sterilizzazione.
Diciamo però che esiste una sostanziale differenza tra l'ago delle siringhe e quello usato in agopuntura. Il primo è una cannula vuota, che fa passare il liquido dalla siringa dentro il corpo ma, allo stesso tempo, aspira spesso del sangue che si deposita all'interno dell'ago. Questa è la ragione per la quale ormai, da anni, gli aghi da siringa si gettano dopo l'uso.
L'ago dell'agopuntura è pieno, cioè non aspira nulla al suo interno, e quindi non raccoglie liquidi o sangue. Pertanto è uno strumento molto facile da sterilizzarsi.
Una volta utilizzato, l'ago viene lavato e poi trattato a calore secco o in autoclave, senza alcun problema.
La sterilizzazione dell'ago è sempre efficace?
A temperature di 200-240 gradi tutti i batteri vengono uccisi. Anche il virus dell'epatite non sopravvive per due ore a queste temperature. In autoclave si ottengono risultati ottimi con tempi inferiori.
C'è rischio di infezione HIV?
Da quanto abbiamo detto, non esiste alcun rischio e per una ragione molto semplice: il virus responsabile dell'AIDS non sopravvive per molte ore a temperatura ambiente (fuori dal corpo), ed è sufficiente una temperatura di 56-60° gradi per ucciderlo!
Dunque se possiamo garantire l'asepsi nei confronti di microrganismi molto più resistenti, a maggior ragione possiamo affermare che non esiste alcun rischio di infezione HIV attraverso l'agopuntura.
E per quanto concerne gli aghi "monouso?"
Abbiamo più volte spiegato che cosa è in realtà un ago di agopuntura.
Queste caratteristiche fanno dell'ago uno strumento elettrico in grado di generare correnti di circa 200 nanoampere.
Tuttavia la carica prodotta da un ago "nuovo" non dura a lungo nel tempo perché non si sono ancora formati i legami ossidativi tra l'acciaio e la serpentina di rame.
Col tempo questi legami diventano stabili e l'ago mantiene a lungo la sua capacità elettrica. L'ago "usa e getta" è quindi una soluzione poco conveniente per due ragioni.
La prima è che gli aghi monouso possiedono una carica elettrica troppo debole, la seconda è che non gli si dà il tempo per "caricarsi" con il tempo, essendo monouso. Ciò non vuol dire, ovviamente, che essi siano inutili ma sono semplicemente "aghi scadenti" che possono andar bene magari per qualche terapia estemporanea al di fuori dello studio.
Nel Ta Tchreng, un antico classico dell'agopuntura tradizionale che dedica molto spazio alle modalità di fabbricazione degli aghi, si legge:
"l'ago giovane è come un puledro (tanta energia ma che si dissipa facilmente), l'ago vecchio invece sa mantenere la propria energia".
Quindi il testo consiglia di tenere l'ago nuovo per "nove giorni" sotto la terra rossa: solo allora diviene "saggio". In altre parole, al di là del simbolismo, occorre favorirne l'ossidazione.
Precisiamo ovviamente che la parte che si ossida è il manico perchè il corpo è in acciaio inossidabile.
Gli aghi personali
C'è infine la possibilità di utilizzare gli aghi per un singolo paziente. In tal modo una volta utilizzati si depongono all'interno di una provetta scrivendo il nome del proprietario e così saranno sterilizzati separatamente dagli altri aghi.
In conclusione, non esistono ragioni per pensare al rischio di infezioni trasmesse attraverso l'agopuntura purchè, ovviamente, essa venga praticata da medici, i quali conoscono perfettamente quelli che sono i presidi per la perfetta sterilizzazione.
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